Quando esce al cinema un nuovo film di Martin Scorsese, è sempre un piccolo evento. Soprattutto per i cine-intellettuali. Ecco quindi un breve riassunto di quest'ultimo The Wolf of Wall Street (piccoli spoiler):
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sabato 25 gennaio 2014
[MY TWO CENTS REVIEW] The Wolf of Wall Street, la recensione del film
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domenica 15 dicembre 2013
[MY TWO CENTS REVIEW] Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato
Premessa: non ho visto Lo Hobbit: La desolazione di Smaug, da pochi giorni nelle sale italiane, e questa non è quindi la recensione di quel film. Questa "recensione da due soldi" è infatti quella del primo capitolo.
Leggendola capirete perché non andrò al cinema quest'anno.
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venerdì 6 dicembre 2013
[OSPITI D'ECCEZIONE] Mario è morto sull'Isola Delfino
Oggi non sarò io (Pavo) a scrivervi un pezzo.
Bensì un ospite, molto gradito, ex collega ritiratosi a vita privata su di un eremo, meditando sul passato (glorioso), sul presente (nebuloso) e sul futuro (oscuro) dei videogiochi. E forse sulla gnocca.
Diamo quindi il benvenuto a Livio Achilli. E al suo viaggio in quel brutto pezzo di videogioco che è Super Mario 3D World.
*********
Ad
un certo punto, abbastanza presto invero, ti ritroverai nella casa dei
fantasmi, livello storico ed immancabile nella serie dell'idraulico
italiano più famoso al mondo.
Dopo aver schivato qualche fantasma ed aver superato alcune scale
pericolanti, sul muro sporco e pieno di ragnatele troverai un quadro con
un fantasma dipinto sulla tela.
Quella scena è lo spartiacque che divide chi può capire quello che sto
per scrivere e chi no.
Se non ti viene l'immediato impulso di saltare dentro il quadro, puoi
tranquillamente smettere di leggere questo articolo premendo la "X" in
alto a destra del vostro browser. Amici come prima.
Perdonami se ti do del tu senza conoscerti ma se sei saltato nel quadro
allora abbiamo qualcosa che ci accomuna e non riesco a mantenere un tono
formale, come dovrebbe essere.
Facciamo un passo indietro, anche due, vuoi?
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lunedì 2 dicembre 2013
Quanto è bella la next generation
E' sempre
bello quando inizia una nuova generazione. Perché come la metti la metti
è un piccolo evento, soprattutto per gli addetti ai lavori, perennemente in febbrile
attesa del fatidico "Day One" (puntualmente rotto dalle simpatiche catene di negozianti truffaldini).
Ma è importante non dimenticare che prima di essere giornalisti del settore, siamo anche (e soprattutto) videogiocatori. Ergo, grazie alla generosità dei miei migliori amici (leggasi: scroccare), ho personalmente messo le mani sull'ottava generazione di console.
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lunedì 25 novembre 2013
L'ultimo assassinscrid è un gioco bello perché ci sono i pirati
Anche quest'anno, Best Bug Ever.
Grazie Ubisoft.
Grazie Ubisoft.
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giovedì 21 novembre 2013
[MY TWO CENTS REVIEW] Breaking Bad (senza spoiler)
"All bad things must come to an end."
Iniziamo: trovo condivisibili molti degli elementi positivi evidenziati nelle migliaia di venerazioni che si trovano sul web, le quali, però, sembrano emergere principalmente da chi la serie l'ha seguita sin dagli albori, nell'ormai lontano 2008.
Perché un telefilm, per entrarti dentro, devi "viverlo" assieme ai protagonisti ("si vive insieme, si muore da soli" no?). Io, invece, Breaking Bad me lo sono iniettato in vena in un mese e poco più, drogandomici manco fosse la metafentamina blu spacciata da Heisenberg.
Ma ne è valsa la pena?
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domenica 20 ottobre 2013
Come un Tuono
Come quasi ogni sera, per recarmi al lavoro percorro in bicicletta il camminamento lungo le mura della mia città, un tratto di strada alberato leggermente in pendenza, piastrellato, perfetto per le due ruote.
Ad un tratto, un bimbo che si trovava pochi metri più avanti (anch'egli bici munito) ed accompagnato da quelle che ipoteticamente potevano essere la madre e la zia, mi nota. Lui, capelli con una cresta biondiccia leggermente accentuata, in quella fascia d'età (8/9 anni, credo) troppo grande per definirlo "bel bimbetto", ma neanche troppo piccolo da gridargli "stronzetto".
Costui, una volta notato il mio mezzo e l'andazzo sostenuto, coglie la palla al balzo e, lasciandosi alle spalle le due genitrici (o chi per lui), ingaggia senza pensarci due volte con il sottoscritto una furiosa corsa per il traguardo (immaginario, suppongo).
Il bimbetto accelera clamorosamente, tant'è che mi sorpassa rischiando di travolgere dopo pochi secondi dall'inizio della corsa, una fila di tre signorine che camminavano l'una di fianco all'altra.
Io mi pongo al lato destro, molto vicino agli arbusti, assicurandomi così una traiettoria priva di ostacoli. Ad un tratto, però, vedendo che nonostante i ripetuti gesti di sfida che mi lanciava io non raccolgo l'affronto, il Ryan Gosling in miniatura sterza di colpo frenando di botto, ponendosi così orizzontalmente e lasciando una vistosa striscia di gomma sulla pavimentazione.
Ovviamente, ormai immobile e costernato dal fatto che non abbia reagito come il "fifone" della situazione, l'unica cosa che può fare il bulletto è lanciarmi un'ultima, temibile, occhiata, mentre quasi a passo d'uomo mi allontano all'orizzonte.
Fine? No, c'è la morale.
Questa storia, mi fa arrivare ad una semplice conclusione: che codesto centauro in miniatura un giorno poserà la bici a favore di uno scooter modificato, per poi passare ad una moto 125 con cui andrà a tutta birra in superstrada, per poi optare definitivamente per una macchinona dai colori improponibili, di quelle coi led luminosi alla Fast & Furious, che sarà un bel giorno attratta magneticamente da un platano, alle 6:15 di mattina, al rientro dalla discoteca. O peggio, Dio non voglia, magari investendo prima un innocente all'uscita da scuola, dalla palestra o da casa.
No, con questo non sto certo augurando la morte di nessuno.
Credo solo che stasera io stato accidentalmente la prima "vittima" di quello che un giorno sarà un vero e proprio pirata della strada, nell'anima e nello spirito prima ancora che nell'acceleratore.
E Dio ce ne scampi.
Ad un tratto, un bimbo che si trovava pochi metri più avanti (anch'egli bici munito) ed accompagnato da quelle che ipoteticamente potevano essere la madre e la zia, mi nota. Lui, capelli con una cresta biondiccia leggermente accentuata, in quella fascia d'età (8/9 anni, credo) troppo grande per definirlo "bel bimbetto", ma neanche troppo piccolo da gridargli "stronzetto".
Costui, una volta notato il mio mezzo e l'andazzo sostenuto, coglie la palla al balzo e, lasciandosi alle spalle le due genitrici (o chi per lui), ingaggia senza pensarci due volte con il sottoscritto una furiosa corsa per il traguardo (immaginario, suppongo).
Il bimbetto accelera clamorosamente, tant'è che mi sorpassa rischiando di travolgere dopo pochi secondi dall'inizio della corsa, una fila di tre signorine che camminavano l'una di fianco all'altra.
Io mi pongo al lato destro, molto vicino agli arbusti, assicurandomi così una traiettoria priva di ostacoli. Ad un tratto, però, vedendo che nonostante i ripetuti gesti di sfida che mi lanciava io non raccolgo l'affronto, il Ryan Gosling in miniatura sterza di colpo frenando di botto, ponendosi così orizzontalmente e lasciando una vistosa striscia di gomma sulla pavimentazione.
Ovviamente, ormai immobile e costernato dal fatto che non abbia reagito come il "fifone" della situazione, l'unica cosa che può fare il bulletto è lanciarmi un'ultima, temibile, occhiata, mentre quasi a passo d'uomo mi allontano all'orizzonte.
Fine? No, c'è la morale.
Questa storia, mi fa arrivare ad una semplice conclusione: che codesto centauro in miniatura un giorno poserà la bici a favore di uno scooter modificato, per poi passare ad una moto 125 con cui andrà a tutta birra in superstrada, per poi optare definitivamente per una macchinona dai colori improponibili, di quelle coi led luminosi alla Fast & Furious, che sarà un bel giorno attratta magneticamente da un platano, alle 6:15 di mattina, al rientro dalla discoteca. O peggio, Dio non voglia, magari investendo prima un innocente all'uscita da scuola, dalla palestra o da casa.
No, con questo non sto certo augurando la morte di nessuno.
Credo solo che stasera io stato accidentalmente la prima "vittima" di quello che un giorno sarà un vero e proprio pirata della strada, nell'anima e nello spirito prima ancora che nell'acceleratore.
E Dio ce ne scampi.
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lunedì 7 ottobre 2013
[MY TWO CENTS REVIEW] Grand Theft Auto 5
Ricordo ancora un mio vecchio collega del settore
(grasso e simpatico all'epoca, oggi mi si dice sia diventato un fighetto), che sulle pagine dell'allora prestigiosa rivista
"Videogiochi", nell'angolo della posta chiedeva se "cazzeggiare a Vice City fosse ancora considerato videogiocare". Era il 2002. Sono passati
11 anni. Undici. E nononostante il progresso tecnologico abbia fatto
passi da Tirannosauro superdotato, siamo ancora qui, a chiederci se
investire vecchiette o caricare (e successivamente uccidere) prostitute a
Los Santos sia videogioco in senso stretto. Forse, semplicemente, non
esiste risposta a questa domanda: esiste solo lo zilione di cose da:
fare
vedere
toccare
provare
ammazzare
prendere
ammirare
distruggere
rubare
provocare
scalare
sparare
lodare
investire
corrompere
ascoltare
urtare
scopare
perculare
devastare
affogare
lanciare
storpiare
gambizzare
spaccare
smembrare
comprare
mangiare
visitare
Ma il gioco? Rockstar, come da tradizione, riempie di attivita'
collaterali il suo mega mini mondo, ma con una struttura da third person shooter che sa di vecchio, ed
un modello di guida arcade che piu' arcade non si puo' (il tutto, triplicato per tre personaggi: il nigga, l'uomo di classe e il pazzoide). E poi c'e' il concetto di
"volgarita'", che a Los Santos assume una nuova concezione (il "fuck"
sostituisce il "ciao"). Ma al di fuori di questo puzzonasismo una roba del genere non si era mai vista,
contenutisticamente parlando. E mai si vedrà per i prossimi 10 anni, ne in questa ne tantomeno nella prossima generazione.
Perché il concetto di "libertà videoludica" assume in
GTA 5 un sapore realmente inedito; un piccolo passo per il
videogiocatore, un grande passo per il videogioco. Sempre che cazzeggiare sia videogiocare, chiaro.
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domenica 29 settembre 2013
Un altro blog del ca**o
Da Wikipedia:
"Il casual game è un tipo di videogioco generalmente destinato ad un pubblico differente dal tipico utilizzatore di questi prodotti: secondo alcune ricerche, infatti, ha una età media superiore alla media ed è di sesso femminile. Si differenziano per un regolamento molto semplice e per il minore impegno richiesto per il loro utilizzo. Non richiedono particolari abilità o concentrazione, e grazie alla loro natura sono spesso produzioni dotate di un basso budget di investimento da parte dei produttori."
Intro doverosa, visto e considerato il nome, per inaugurare il mio blog. L'ennesimo, nella miriade presenti sul web. In verità, è proprio questo semplice ragionamento che mi ha quasi portato a cestinare il progetto, mosso dall'altrettanto semplice concetto del "ve ne sono troppi in giro"; decine e decine di blog ad personam, alcuni assolutamente meritevoli, altri fatti invece con lo stampino, riguardanti sempre e solo le solite menate.
Ma se vi dicessi che qui, diversamente da altre parti, potrete leggere le farneticazioni di un videogiocatore vecchio e bacchettone che non si preoccupa di platinare (che termine idiota) l’ennesimo sparatutto, che un Joypad non è un Joystick e che talvolta si lascerà andare ad elucubrazioni sul senso della vita (alias, seghe mentali), difendendo a spada tratta l’ennesimo videogioco-film-fumetto che la critica puzzonasista ha stroncato (ma solo perché sa che tutti lo ritengono segretamente una figata pazzesca), inserendoci magari anche un po' della cara e vecchia gnocca?
"Il casual game è un tipo di videogioco generalmente destinato ad un pubblico differente dal tipico utilizzatore di questi prodotti: secondo alcune ricerche, infatti, ha una età media superiore alla media ed è di sesso femminile. Si differenziano per un regolamento molto semplice e per il minore impegno richiesto per il loro utilizzo. Non richiedono particolari abilità o concentrazione, e grazie alla loro natura sono spesso produzioni dotate di un basso budget di investimento da parte dei produttori."
Intro doverosa, visto e considerato il nome, per inaugurare il mio blog. L'ennesimo, nella miriade presenti sul web. In verità, è proprio questo semplice ragionamento che mi ha quasi portato a cestinare il progetto, mosso dall'altrettanto semplice concetto del "ve ne sono troppi in giro"; decine e decine di blog ad personam, alcuni assolutamente meritevoli, altri fatti invece con lo stampino, riguardanti sempre e solo le solite menate.
Ma se vi dicessi che qui, diversamente da altre parti, potrete leggere le farneticazioni di un videogiocatore vecchio e bacchettone che non si preoccupa di platinare (che termine idiota) l’ennesimo sparatutto, che un Joypad non è un Joystick e che talvolta si lascerà andare ad elucubrazioni sul senso della vita (alias, seghe mentali), difendendo a spada tratta l’ennesimo videogioco-film-fumetto che la critica puzzonasista ha stroncato (ma solo perché sa che tutti lo ritengono segretamente una figata pazzesca), inserendoci magari anche un po' della cara e vecchia gnocca?
Insomma, l’ennesimo avvocato delle cause perse,
in salsa videoludica, cinematografica e … lo scoprirete leggendo.
Che dire, buona lettura a tutti.
Se di “lettura” si può parlare.
Marcello "Pavo" Paolillo
PS: Ovviamente manca ancora tutto; post, link, orpelli vari e cotillon. Appena prenderò mano con questo semplicissimo editor, renderò il mio blog ancora più sfarzoso. Abbiate pazienza...
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