Ad ogni modo, Felice Natale. E buona mangiata alla faccia mia.
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martedì 24 dicembre 2013
Felice Natale a tutti
Auguro buone feste a tutti i lettori con un grande classico da riproporre puntualmente ogni anno, un po' come "Una Poltrona per Due" su Italia 1 (che detto francamente, ha un tantinello rotto i coglioni).
Ad ogni modo, Felice Natale. E buona mangiata alla faccia mia.
Ad ogni modo, Felice Natale. E buona mangiata alla faccia mia.
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lunedì 2 dicembre 2013
Quanto è bella la next generation
E' sempre
bello quando inizia una nuova generazione. Perché come la metti la metti
è un piccolo evento, soprattutto per gli addetti ai lavori, perennemente in febbrile
attesa del fatidico "Day One" (puntualmente rotto dalle simpatiche catene di negozianti truffaldini).
Ma è importante non dimenticare che prima di essere giornalisti del settore, siamo anche (e soprattutto) videogiocatori. Ergo, grazie alla generosità dei miei migliori amici (leggasi: scroccare), ho personalmente messo le mani sull'ottava generazione di console.
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lunedì 25 novembre 2013
L'ultimo assassinscrid è un gioco bello perché ci sono i pirati
Anche quest'anno, Best Bug Ever.
Grazie Ubisoft.
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domenica 13 ottobre 2013
Il retrobottega misterioso
Mi sveglio nel tardo pomeriggio dopo due, misere, ore di sonno. La sensazione e' sempre quella di avere 39 febbre (ma son coglione io che insisto nel dormire dopo pranzo, ma non posso farne a meno ultimamente). Mentre mi lavo i denti, la mia Lei mi squilla. E' sotto casa, che mi aspetta. Sputo nervosamente il dentrifico misto all'acido muriatico del dopo sonno e mi fiondo per strada. L'ora e' quella giusta, il sole inizia a calare. Un flebile venticello mi distrae dal rincoglionimento post-dormita, ma non basta.
"Facciamo caffe' al volo?". La mia Lei annuisce.
Dopotutto sa, quasi piu' di me, quanto un sonnellino pomeridiano possa devastare il corpo e lo spirito.
Giungiamo quindi al bar vicino casa, un posto abbastanza sfigato e lontano quanto basta dalla strada principale, dettaglio questo che e' costato tre (o quattro) fallimentari cambi di gestione. Ma poco importa. Il locale è ora caratterizzato da un abbondante uso di bianco, da pochi pezzi d’arredo e qualche sgabello, anche fuori.
Mentre sorseggio avidamente la mia dose di caffeina, rigorosamente zuccherata x2, noto un dettaglio che rimanda alla memoria la mia adolescenza, o addirittura ad un periodo precedente. Il "retrobottega".
Ma prima, facciamo un salto nel passato.
Anni '90, l'inizio. Erano le estati de "al pomeriggio ci vediamo al campetto". Le estati delle uscite con gli amichetti sotto il cortiletto del proprio condominio. Dei primi discorsi sul senso della vita e dell'amore, magari leccando avidamente un ghiacciolo al limone (segaioli mentali si, ma anche sudati). Ma era anche il periodo in cui le sale giochi erano un fiorire di elementi poco raccomandabili, aria irrespirabile e coin-op. Tanti, tantissimi, coin-op. Tuttavia, i cabinati giusti potevi ritrovarli ovunque, anche sotto casa. E appunto, la mia fortuna era avere non uno, ma bensì tre cassoni d'antologia (più un Flipper) proprio al baretto sotto casa, nascosti in uno stanzino rettangolare discretamente buio, situato proprio dietro al bancone.
Il "retrobottega" per l'appunto.
Inutile citarne i titoli, non li ricordereste (anzi, invece lo faccio: Knights of the Round, Samurai Shodown e, ovviamente, sua maestà Street Fighter II). Praticamente, la Santissima Trinità videoludica.
Ed ogni pomeriggio, era un tintinnio di monete, 200 lire in tasca e grida di ludogodimento.
Anno 2000 e 13. Il tempo è trascorso, i capelli son caduti (divenendo barbaccia incolta) e le Lire sono diventate cenere. Ma quel "retrobottega" è ancora li, poco illuminato, nonostante il bianco ne indori le fattezze. Seduta stante non ho osato avvicinarmici, al di fuori di una fugace occhiata. Non ho osato varcare la soglia della stanza, quasi come se una barriera invisibile mi precludesse l'accesso.
Il perché è presto detto: dei cabinati, sicuramente, non vi è più traccia. Le sale giochi sono morte, è un dato di fatto, e i coin-op sono diventati pezzi da museo (al di fuori di qualche cassone contenente 40 titoli emulati più o meno decentemente, magari avvistabili in qualche localaccio del lungomare).
Ma il mio terrore era che, una volta entrato in quello stanzone, mi sarei ritrovato in ginocchio ad imprecare osservando le odiose macchinette mangiasoldi del video poker e le slot machine, vero e proprio cancro di questa italietta tutta Gratta & Vinci e Superenalotto, capaci di mandare sul lastrico l'imprenditore tanto quanto il pensionato.
Come spesso si dice in questi casi: occhio non vede, cuore (di videogiocatore) non duole.
Quindi, finito il caffè, la mano afferra il portafogli per pagare il tutto. Senza pensare che, solo pochi anni addietro, la sola richiesta era perennemente quella di "spicciare le 5.000 Lire in monetine da 200".
Tempo canaglia.
Uscito dal bar, il sole è sempre più basso e, mano nella mano con la mia Lei, ci appropinquiamo a procacciarci del cibo. Ma la sensazione è quella d'aver lasciato sbadatamente qualcosa nel bar, di aver perduto (di nuovo) un pezzo d'infanzia. Quell'infanzia spensierata fatta di cazzeggio imperturbabile, monetine e tanto, tanto divertimento.
Che sia anche solo schiaffeggiare i cavalieri di Re Artù o picchiare un karateca rosso o bianco.
Andiamo a mangiarci su, va.
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domenica 29 settembre 2013
Un altro blog del ca**o
Da Wikipedia:
"Il casual game è un tipo di videogioco generalmente destinato ad un pubblico differente dal tipico utilizzatore di questi prodotti: secondo alcune ricerche, infatti, ha una età media superiore alla media ed è di sesso femminile. Si differenziano per un regolamento molto semplice e per il minore impegno richiesto per il loro utilizzo. Non richiedono particolari abilità o concentrazione, e grazie alla loro natura sono spesso produzioni dotate di un basso budget di investimento da parte dei produttori."
Intro doverosa, visto e considerato il nome, per inaugurare il mio blog. L'ennesimo, nella miriade presenti sul web. In verità, è proprio questo semplice ragionamento che mi ha quasi portato a cestinare il progetto, mosso dall'altrettanto semplice concetto del "ve ne sono troppi in giro"; decine e decine di blog ad personam, alcuni assolutamente meritevoli, altri fatti invece con lo stampino, riguardanti sempre e solo le solite menate.
Ma se vi dicessi che qui, diversamente da altre parti, potrete leggere le farneticazioni di un videogiocatore vecchio e bacchettone che non si preoccupa di platinare (che termine idiota) l’ennesimo sparatutto, che un Joypad non è un Joystick e che talvolta si lascerà andare ad elucubrazioni sul senso della vita (alias, seghe mentali), difendendo a spada tratta l’ennesimo videogioco-film-fumetto che la critica puzzonasista ha stroncato (ma solo perché sa che tutti lo ritengono segretamente una figata pazzesca), inserendoci magari anche un po' della cara e vecchia gnocca?
"Il casual game è un tipo di videogioco generalmente destinato ad un pubblico differente dal tipico utilizzatore di questi prodotti: secondo alcune ricerche, infatti, ha una età media superiore alla media ed è di sesso femminile. Si differenziano per un regolamento molto semplice e per il minore impegno richiesto per il loro utilizzo. Non richiedono particolari abilità o concentrazione, e grazie alla loro natura sono spesso produzioni dotate di un basso budget di investimento da parte dei produttori."
Intro doverosa, visto e considerato il nome, per inaugurare il mio blog. L'ennesimo, nella miriade presenti sul web. In verità, è proprio questo semplice ragionamento che mi ha quasi portato a cestinare il progetto, mosso dall'altrettanto semplice concetto del "ve ne sono troppi in giro"; decine e decine di blog ad personam, alcuni assolutamente meritevoli, altri fatti invece con lo stampino, riguardanti sempre e solo le solite menate.
Ma se vi dicessi che qui, diversamente da altre parti, potrete leggere le farneticazioni di un videogiocatore vecchio e bacchettone che non si preoccupa di platinare (che termine idiota) l’ennesimo sparatutto, che un Joypad non è un Joystick e che talvolta si lascerà andare ad elucubrazioni sul senso della vita (alias, seghe mentali), difendendo a spada tratta l’ennesimo videogioco-film-fumetto che la critica puzzonasista ha stroncato (ma solo perché sa che tutti lo ritengono segretamente una figata pazzesca), inserendoci magari anche un po' della cara e vecchia gnocca?
Insomma, l’ennesimo avvocato delle cause perse,
in salsa videoludica, cinematografica e … lo scoprirete leggendo.
Che dire, buona lettura a tutti.
Se di “lettura” si può parlare.
Marcello "Pavo" Paolillo
PS: Ovviamente manca ancora tutto; post, link, orpelli vari e cotillon. Appena prenderò mano con questo semplicissimo editor, renderò il mio blog ancora più sfarzoso. Abbiate pazienza...
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