Andare al cinema avendo la mente sgombra da pregiudizi aiuta, spesso e volentieri. Succede, soprattutto quando si va magari a vedere un lungometraggio ispirato ad un qualcosa che si conosce a menadito, come un eroe dei fumetti o un personaggio dell'infanzia. Relativamente al rapporto tra me e Capitan Harlock non è questo il caso, visto che sin da bambino ho sempre preferito seguire le gesta di un Kenshiro, piuttosto che seguire il leggendario pirata che naviga fra le stelle, creato dal Maestro Leiji Matsumoto (forse, colpa anche delle penose emittenti televisive private degli anni '80, che sballavano i palinstesti come meglio credevano).
