lunedì 2 dicembre 2013

Quanto è bella la next generation


E' sempre bello quando inizia una nuova generazione. Perché come la metti la metti è un piccolo evento, soprattutto per gli addetti ai lavori, perennemente in febbrile attesa del fatidico "Day One" (puntualmente rotto dalle simpatiche catene di negozianti truffaldini). 

Ma è importante non dimenticare che prima di essere giornalisti del settore, siamo anche (e soprattutto) videogiocatori. Ergo, grazie alla generosità dei miei migliori amici (leggasi: scroccare), ho personalmente messo le mani sull'ottava generazione di console.



Iniziamo, quindi, con una breve analisi sulla Xbox One:

La nuova piattaforma Microsoft è un prodotto completo, ma vanno considerate due cose: innanzitutto i videoregistratori degli anni 80-90 erano di gran lunga migliori e meno pesanti, e poi manca l'ingresso DV. Allora tanto vale orientarsi su un prodotto meno costoso per leggere le VHS. E no, il Kinect ancora non capisco a cosa serva.

I giochi ci sono, ma quello più intrigante (Killer Instinct) lo trovate a prezzo minore su Super Famicom (la cartuccia la si può ottenere per pochi spicci su ebay).

A questo va sommato il problema dei lunghissimi tempi di attesa per aggiornamenti-installazioni-patch-so-un-cazzo.

In basso, quindi, una tipica schermata di caricamento di Xbox One:




Situazione sensibilmente migliore, invece, quando andiamo ad analizzare la PS4:


Perché la nuova console Sony si presenta in una veste realmente migliore rispetto al videoregistratore Microsoft: è silenziosa, spigolosa al punto giusto ed il led blu sfumato è un cazzo di tocco di classe. La PlayRoom coi robottini cretini è una figata pazzesca ed il DualShock 4 è DAVVERO diverso dai predecessori (provare per credere).



D'accordo, i giochi sono pochi e non sono spaccamascella come si sperava (Guerrilla che mi combini?). Ma siate sinceri: avete forse dimenticato Fantavision su PS2 o Gundam su PS3?  

Insomma, nonostante una certa ironia di fondo, avrete sicuramente capito cosa scrivere sulla letterina indirizzata a Babbo Natale. Oppure, se non credete nell'omone rosso barbuto e dispensatore di doni, dove spendere i vostri 399 euro.

O dove non spenderli affatto. Per ora.

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